INSULINA: dove, come, quanta?

Un gesto semplice  come l’iniezione di insulina può non essere compreso da tutti  e praticato in modo scorretto, portando a casi di apparente inefficacia della terapia.
Il punto ideale per le iniezioni di insulina è il tessuto sottocutaneo, ossia lo strato adiposo che si trova tra il derma e il muscolo.
L’addome (insieme con le cosce, glutei e braccia) sono i siti di elezione per effettuare una corretta iniezione.
Sull’addome si deve seguire uno schema di rotazione muovendosi sempre nella stessa direzione, sia in senso orario sia antiorario.
Le iniezioni devono essere distanziate dalle precedenti di almeno 1-2 cm per evitare di ripetere l’iniezione nello stesso punto e causare traumi al tessuto. Schermata 2016-03-28 alle 22.24.41
La rotazione può aiutare a ridurre il rischio  di sviluppo di lipoipertrofie (aree di tessuto adiposo ispessite che possono crescere e svilupparsi nel tempo dove viene iniettata ripetutamente l’insulina).
Le lipoipertrofie causano un assorbimento imprevedibile dell’insulina e un controllo glicemico irregolare.
Il paziente deve imparare a riconoscere questi rigonfiamenti sia visivamente sia attraverso l’auto palpazione. Qualora si identificasse una lipoipertrofia, il paziente non deve iniettare in corrispondenza dello stesso sito fino a quando il tessuto non ritorna normale. Questo potrebbe richiedere anche alcuni mesi e qualsiasi anormalità tissutale deve essere monitorata anche dallo specialista.
Spostandosi dall’area ipertrofica in aree di tessuto sano, occorre anche valutare l’eventuale riduzione della dose di insulina: questa riduzione può variare da individuo ad individuo e dovrebbe essere seguita da un’intensificazione dei controlli glicemici.

PRIMA DELL’ INIEZIONE

È importante lavare le mani con acqua tiepida e sapone, sciacquare e asciugare attentamente, per evitare ogni rischio di infezione. Meglio accertarsi che anche il sito di iniezione sia pulito, che l’insulina sia quella giusta e verificare che l’insulina nella penna sia sufficiente per l’iniezione.
Non è generalmente necessario disinfettare il sito di iniezione.
Non è raccomandato massaggiare il sito prima e dopo l’iniezione per evitare di accelerare l’assorbimento dell’insulina.
Le fiale contenenti insuline torbide devono essere fatte ondeggiare delicatamente o roteate (ma non shakerate) per 20 volte fino a che i cristalli ritornino in sospensione.
Montare l’ago facendo molta attenzione a non forzarne l’inserimento (avvitare delicatamente sino a fondo corsa).
Una volta montato l’ago, prima di procedere all’iniezione, è opportuno selezionare 1 o 2 unità  di insulina per verificare che la penna funzioni correttamente. Tenendo la penna verso l’alto, spingere il pulsante per l’iniezione fino a quando non si vede spuntare la goccia di insulina sulla punta dell’ago.
Come detto precedentemente, lo strato ideale per le iniezioni di insulina è il tessuto sottocutaneo ed esiste un’idea errata che le persone con molto tessuto sottocutaneo, persone in sovrappeso o obese, debbano utilizzare un ago più lungo. In realtà non fa nessuna differenza se l’insulina viene iniettata in superficie o in profondità dello strato cutaneo; essa verrà comunque assorbita nello stesso modo.
Quando sono disponibili solo aghi lunghi, occorre procedere con il sollevamento di una plica cutanea (pizzico) e iniettare l’insulina con un angolo di 45, per evitare di raggiungere il muscolo. Tuttavia oggi si utilizzano prevalentemente aghi di 4 mm che consentono di iniettare l’insulina a 90senza necessità di sollevare la plica.
Si consiglia di lasciare l’ago inserito nella pelle per almeno 10 secondi (contando lentamente) rendendo così possibile l’assorbimento dell’intera dose di insulina.   

DOPO L’INIEZIONE

Si raccomanda di non riutilizzare mai gli aghi per penna, riutilizzandoli l’ago si può ostruire o danneggiare, inoltre può contribuire alla formazione delle lipoipertrofie e se l’ago viene lasciato montato sulla penna tra una iniezione e l’altra, l’aria potrebbe entrare nella cartuccia e portare all’espulsione di una dose errata di insulina.
È importante smaltire nel modo corretto gli aghi e le penne utilizzate.
L’insulina in uso si conserva a temperatura ambiente mentre l’insulina nuova va conservata in frigorifero negli scomparti più bassi (non a temperature eccessivamente basse).
La tecnica di somministrazione dell’insulina è un momento fondamentale per l’efficacia della terapia, per tale motivo bisogna prestarvi grande attenzione e per ogni dubbio è importante rivolgersi allo specialista.

I modi più bizzarri per (non) iniettare l’insulina!!

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