ALIMENTAZIONE

L’alimentazione del soggetto con diabete, così come quella della popolazione generale, deve anzitutto mirare a ripristinare e mantenere il giusto peso corporeo; poichè i soggetti con diabete di tipo 2 in genere hanno un eccesso di peso, essa dovrà essere ipocalorica, cioè ridotta sul piano della quantità rispetto alle precedenti abitudini.

Dal punto di vista qualitativo, invece, essa deve essere equilibrata, cioè avere quote adeguate di carboidrati o zuccheri (50-60%), di lipidi o grassi (non oltre il 30%) e di proteine (circa il 20%).

Tra i carboidrati vanno preferiti quelli complessi e contenenti fibre (cereali, frutta, legumi); i grassi dovrebbero essere di prevalente origine vegetale (olio d’oliva) e le proteine provenienti da carni magre (bianche) o da pesce.

Vanno assunti con moderazione i formaggi, mentre non vi è limite al consumo di verdure e della maggior parte degli ortaggi.

Infine, i pasti dovrebbero essere distribuiti regolarmente nell’arco della giornata, non dimenticando di consumare sempre una leggera colazione e, se consigliato, anche gli spuntini tra un pasto e l’altro.

Un soggetto con diabete deve ben controllato può assumere una piccola quota di zucchero da cucina, anche sotto forma di dolci, purchè inserita nel contesto di un pasto regolare.

SINTOMI

I sintomi caratteristici del diabete sono:

– Sete ed aumentata produzione di urina.
– Aumento dell’appetito e variazioni del peso corporeo.
– Stanchezza.

Questi sintomi però sono in genere modesti o assenti all’inizio del diabete di tipo 2.

Se notate la presenza di uno o più di questi disturbi o se siete a rischio di diabete (per predisposizione familiare, per eccesso di peso, per la presenza di pressione arteriosa alta o di un aumento di colesterolo o trigliceridi), rivolgetevi al vostro medico curante per effettuare gli accertamenti del caso (dosaggio della glicemia).

Il dosaggio della glicemia è un esame indispensabile per la diagnosi del diabete. In base ai suoi valori possiamo riconoscere tre eventualita:

– Glicemia < 110 mg/dl – soggetto normale – Glicemia > 125 mg/dl – diabete mellito
– Glicemia 110-125 mg/dl – alterata glicemia a digiuno

In quest’ultimo caso è opportuno eseguire il test da carico orale di glucosio, che consiste nell’assunzione per bocca di 75 g di glucosio sciolto in acqua e nel dosaggio della glicemia dopo 2 ore.

Se essa è uguale o superiore a 200 si tratta di diabete; se è compresa tra i 140 e 199 si parla di ridotta tolleranza glucidica.

Sia l’alterazione glicemia a digiuno che la ridotta tolleranza glucidica sono situazioni ad alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

I soggetti in queste situazioni, molto spesso in sovrappeso o obesi, devono praticare controlli periodici della glicemia e devono soprattutto modificare il proprio stile di vita, aumentando l’attività fisica e riducendo l’apporto alimentare, con lo scopo di ridurre peso.

E’ dimostrato che questi provvedimenti sono in grado di prevenire la comparsa del diabete di tipo 2.